Daniele Nava

SOTTOSEGRETARIO ALLE RIFORME ISTITUZIONALI, AGLI ENTI LOCALI, ALLE SEDI TERRITORIALI E ALLA PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA DI REGIONE LOMBARDIA

Gestioni associate dei comuni, Daniele Nava: “Valutare attentamente le criticità”

Il sottosegretario: “Disponibili ad accompagnare le amministrazioni” 

Milano – 26 gennaio 2015 "Regione Lombardia è già disponibile a organizzare e svolgere incontri nelle Province sulle problematiche specifiche legate all'obbligo di gestioni associate dei Comuni. Con una collaborazione fattiva e operosa si potranno trovare le soluzioni ottimali territorio per territorio, attivando un percorso di accompagnamento per i Comuni per consentire di rispettare la legge". Lo ha detto il sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione Daniele Nava, incontrando oggi i rappresentanti delle Prefetture della Lombardia.

TERMINI DI LEGGE - Con l'inizio del nuovo anno sono scaduti i termini di legge per l'attivazione delle gestioni associate obbligatorie tra i Comuni. "La situazione nella maggior parte delle province, a parte i territori di Milano e Mantova - ha spiegato Nava - è preoccupante perché la maggior parte dei Comuni in obbligo, nel migliore dei casi, non ha ancora completato l'iter prescritto dalla legge”. A complicare il tutto c'è anche l'incertezza per alcune indiscrezioni circolate in questi giorni, secondo cui ci sarebbe una proroga dei termini sino alla fine del 2015: “Speriamo che nei prossimi giorni si possa sapere da Roma se effettivamente ci sarà o meno".

MASSIMA ELASTICITÀ - "In ogni caso - ha sottolineato Nava - vista la situazione, credo sia necessario, da parte della Prefetture, utilizzare il massimo dell'elasticità nell'interloquire con i Comuni, fornendo alle amministrazioni un tempo congruo per mettersi in regola. Da parte nostra stiamo lavorando a una normativa che vada ad armonizzare le diverse situazioni territoriali".

LIMITI DELLA LEGGE - Regione Lombardia ha ricevuto in questi mesi molte richieste e osservazioni, alcune non accoglibili, altre fondate su problemi oggettivi che denotano i limiti della legge sulle gestioni associate. “Ci sono esempi di gestioni di servizi in forma associata, come consorzi o altre forme associative, che verrebbero cancellate in base alle nuove norme. C'è quindi una resistenza da parte Comuni a vedere minato un equilibrio già raggiunto", conclude Nava.

 




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