Daniele Nava

SOTTOSEGRETARIO ALLE RIFORME ISTITUZIONALI, AGLI ENTI LOCALI, ALLE SEDI TERRITORIALI E ALLA PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA DI REGIONE LOMBARDIA

Maltempo, Daniele Nava: “Dallo Stato alla Lombardia 5,5 milioni su 88 milioni di danni. Drammaticamente insufficienti!”

"A fronte dell’impegno di Regione Lombardia per il monitoraggio dei danni, la ricognizione del territorio e il rapporto con i soggetti danneggiati che ha portato a una puntuale stima degli effetti del maltempo, lo Stato disattende le aspettative e su 88 milioni di euro di danni destina ai lombardi solo 5,5 milioni di euro per quanto accaduto quest’estate. Sono drammaticamente insufficienti”.

Così Daniele Nava, Sottosegretario Riforme Istituzionali, Enti Locali, Sedi Territoriali e Programmazione Negoziata di Regione Lombardia, commenta i dati diffusi dalla collega di Giunta Simona Bordonali (assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione) e relativi alla deliberazione del Governo Centrale - datata 30 ottobre ma pubblicata oggi in Gazzetta ufficiale - che prevede un finanziamento di 5,5 milioni di euro per il ripristino dei danni provocati dal maltempo tra il 7 luglio e il 31 agosto di quest'anno in Lombardia.

“Il caso di Cremeno richiede - solo quello - mezzo milione di euro e poi c’è tutto il resto del territorio provinciale tra cui l’Oggionese duramente colpito - prosegue Nava focalizzando l’attenzione sul Lecchese – 5,5 milioni di euro e per l’intera Lombardia non bastano”.

"Sarebbe opportuno se il Governo ricordasse che la Lombardia ha un residuo fiscale di circa 47 miliardi di euro  all'anno – conclude il sottosegretario -  Ogni cittadino lombardo, neonati compresi, versa ogni anno allo Stato  quasi 5.000 euro che non ritornano in servizi, come in questo caso".

Tra il 7 luglio e il 31 agosto 2014 il territorio regionale lombardo era stato colpito da avversità atmosferiche caratterizzate da precipitazioni di forte intensità e da raffiche di vento tali da causare fenomeni  franosi, esondazioni di corsi d'acqua, danneggiamenti a edifici  pubblici e privati, alle opere di difesa idraulica, alle  infrastrutture viarie e ferroviarie e alle attività agricole e  produttive, provocando allagamenti, interruzione di collegamenti  viari e della rete dei servizi essenziali e determinando forti  disagi e situazioni di pericolo alla popolazione interessata.

 




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