Daniele Nava

SOTTOSEGRETARIO ALLE RIFORME ISTITUZIONALI, AGLI ENTI LOCALI, ALLE SEDI TERRITORIALI E ALLA PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA DI REGIONE LOMBARDIA

Province, Nava: “La Legge di Stabilità condiziona la riforma”

Milano – 10 dicembre 2014  Se sarà confermato l'emendamento del Governo alla Legge di Stabilità - secondo il quale le Regioni dovranno farsi carico del 50% del personale delle Province e del 30% del personale delle Città metropolitane -, senza una definizione sulla copertura dei costi, "saremo costretti a riconsiderare l'attribuzione delle funzioni delegate, assegnando alla Regione la stragrande maggioranza di queste, che in un primo momento avevamo pensato di lasciare alle Province. Il personale di Regione Lombardia diventerebbe infatti più del doppio di quello attuale". Lo ha detto il sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata della Regione Lombardia Daniele Nava, intervenendo ieri, in Consiglio regionale, al dibattito sulla riforma delle Autonomie locali.

NEOCENTRALISMO STATALE - Nava ha definito l'emendamento una "nuova spada di Damocle". Per quanto riguarda il personale "si tratterebbe, al netto dei trasferimenti e della fiscalità devoluta in meno, di un disavanzo di 110-120 milioni di euro". Peraltro, l'approvazione della Legge Delrio e le bozze di proposta di Riforma costituzionale "sono parte di un disegno di neocentralismo statale, che è sotto gli occhi di tutti".

OSSERVATORIO - "Sull'applicazione della Legge Delrio – ha spiegato Nava - Regione Lombardia è una delle poche che si è mossa, istituendo l'Osservatorio regionale, che si è riunito più volte, e svolgendo consultazioni molto frequenti per definire i nuovi assetti". Un Tavolo specifico è stato anche dedicato alla Città metropolitana, "con cui potrebbero nascere contenziosi sulle competenza per il Trasporto pubblico locale, l'istruttoria dei Pgt e i Piani di coordinamento territoriale".

GESTIONI ASSOCIATE - Per le gestioni associate dei Comuni, Nava ha ricordato che Regione Lombardia ha già previsto lo sblocco dei fondi, per ridistribuire le risorse con nuovi criteri, anche alle Unioni di Comuni nate dopo il 2011: "Il punto fondamentale è garantire risparmi ed efficienza".




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